

Uno dei miei attori preferiti è James Stewart. Mi sento un po' come lui nel film “La vita è una cosa meravigliosa”. La scena sul ponte, quando lui disperato guarda le acqua torbide del fiume in un inverno freddo e cupo, di un Natale che comunque arriverà. I fantasmi dei Natali passati, futuri e presenti. Le decisioni da prendere, i lavori da finire, la casa da dipingere. Il campanellino che suona ed ecco apparire Sabrina. La mia carica di energia positiva quotidiana.
Allora era domani, oggi è già un giorno lontano.
Posto sul treno nemmeno a parlarne. Eventuali otto ore e mezzo su vagoni puzzolenti e sporchi, con bagni inaccettabili anche da uno scarafaggio. Un viaggio di notte con la paura di essere aggrediti, così come ci hanno raccontato alcune persone. Oppure quattro ore e mezzo così come pubblicizzano le Ferrovie Italiane, con quella linea rossa a prezzi proibitivi. La scelta obbligata sono le sei ore di macchina, ma con la possibilità di fermarsi quando si vuole e la libertà di decidere. Un solo vincolo. A Napoli si parcheggia la macchina e la si riprende solo per ritornare a casa.
Sveglia alle quattro! Sveglia alle cinque! Sveglia alle sei! Non ce la possiamo fare. Abbandonare le lenzuola è quasi un trauma ma la voglia di partire ci fa leva e, anche se con due ore di ritardo, in una mattinata buia e nuvolosa metto la freccia e svoltiamo verso l'autostrada. Ancora un altro sbadiglio e ci rimettiamo a dormire. “Amore, un caffè al bar o ci fermiamo in un autogrill dopo Firenze?” “Autogrill!” sussurra Sabrina in una lingua quasi incomprensibile, con una voce che ancora non ha abbandonato il letto.
Si capisce che è giorno solo perché aumenta la luce ma del sole nessuna traccia.
La strada è facile, sempre dritto fino al mattino, seconda stella a destra ecco il cammino, ecco Napoli. Il sud ci è entrato profondamente nel cuore. Città ribollenti di storia e di emozioni. Gente con una fiamma nel cuore che le alimenta la vita. I napoletani sono frenetici, molto più dei milanesi. Nel loro traffico caotico fatto di colpi di clacson, che scandiscono il tempo, che ti danno l'idea di cosa sia un' unità di misura, il nanosecondo. E' il tempo che passa da quando l'incandescenza della lampadina del verde viene percorsa dai primi atomi di corrente ed il colpo di clacson di chi ti sta dietro. Svelto, devi andare svelto. Non c'è tempo. Devi andare. Ma andare dove che è tutto fermo? Piano piano, lento lento ma si va. Napoli con i suoi ritmi, con la sua gente, chiedo scusa, con i Napoletani. Napoli con i suoi sorrisi, disegnati come il suo golfo. Napoletanità è un sentimento in cui convivono due anime, quelli che ti vogliono raccontare che Cristo è morto dal freddo e quelli che il Cristo lo riscaldano con tutto il loro cuore e se potessero anche di più. Napoli profuma di dolce. Napoli città generosa. Napoli dove quattro, ma proprio solo quattro fiocchi di neve ti fanno sentire all'interno della festa, dove tu sei l'attore principale. Napoli città di turisti pronti a farsi fregare per poi poterlo raccontare agli amici come una cosa bella, simpatica. Napoli è dove fatichi a riconoscere il vero dal “tarocco” e dove il falso è più vero del vero. Napoli è un mercato vicino alla chiesa di San Pietro d'Aran dove ci perdiamo a svuotare i banchi, dove le camicie da uomo firmate costano un euro e dove quelle di marca (?), da donna, costano cinquanta centesimi.
Un viaggio preparato, organizzato in meno di una settimana, in uno dei periodi in cui Napoli è stracolma. Venti alberghi chiamati e nessuno aveva posto. Il ventunesimo aveva una stanza libera ma andava pagato in anticipo tutto il soggiorno. Nessun problema. Pagato. Prenotato. Arrivati!








Il Sabato sfuma sistemando le valige in camera, affrontando i vicoli di San Gregorio Armeno immersi nella patria del Presepe, cercando la pizzeria consigliataci da Claudia e Jacopo e leggendo i messaggi di Luisa e di Giusy, che ci danno i ben arrivati e che ci confermano l'appuntamento per Domenica. Una Domenica tutta per loro, una Domenica tutti insieme per festeggiare l'incontro.
Prima di trasformare il virtuale in reale, di sciogliere la magia dell'incontro, le emozioni si stringono nello stomaco. La colazione è leggera anche perché sappiamo che ci aspetta un lauto pranzo.
Piazza Garibaldi è il punto d'incontro. Loro sono Lì. Ci sono Vito, Luisa e Giusy che parlano e, tra loro, buona buona c'è seduta Nocciola. La prima sensazione è quella di averli conosciuti da sempre. Luisa con la sua gioia di vivere, Vito al suo fianco sempre pronto e presente, Giusy trasmette vitalità, serenità. Sono immersi nei loro discorsi e, come presentarsi cercando di superare la nostra timidezza?
Così ho deciso che avrei gridato il nome della persona. Piazza Garibaldi per un attimo si è zittita, quando ho gridato “Nocciola!!!”. Nocciola ha alzato di scatto la testa, ci ha puntato e, come se ci conoscesse da sempre ha iniziato a regalarci i suoi baci, poi un abbraccio a Luisa, uno a Giusy ed una forte stretta di mano a Vito.
“Ma non dovevano esserci anche tuo marito e tuo figlio? Sabrina chiede a Giusy. “Stanno cercando parcheggio..” ci informa Giusy e, pochi minuti dopo eccoli lì, Giuseppe e Manu. Manu si nasconde dietro il padre, ci guarda e ci scruta come per capire se di noi ci si può fidare. Proviamo un primo approccio ma nulla da fare, non è il momento giusto per fargli sentire il nostro calore.
Giusy e Luisa hanno lavorato fino a tardi per preparare il pranzo/cena, addirittura, dice Vito, Luisa ha lavorato fino alle quattro del mattino.
Scambiamo ancora un po' di chiacchiere e poi partiamo per l'aperitivo in un Bar Pasticceria di Nocera. Noi siamo in auto con Giusy e la sua bellissima famiglia, deviazione verso casa di Giusy per prendere le vettovaglie che ha preparato così ne approfittiamo per visitare la Magione ma, soprattutto per vedere tutte le macchinine e le moto di Manu. Il figlio di Giusy si scioglie e si fa rapire completamente dal fascino di Sabrina. Le racconta e le mostra tutto il parco auto e moto. I disegni e tutto quello che può. Sabrina ha colpito ancora. Non c'è maschietto che le resista ed io ne sono sempre più geloso.



Al bar tutti fanno i sobri mentre io e Sabrina ordiniamo due Americani. Il cameriere ci guarda e ci chiede se li vogliamo all'italiana. Guardo Sabrina, Luisa, Vito, Beppe e Giusy come per chiedere loro aiuto, che ci spiegassero cosa vuol dire all'Italiana, ma dai loro visi traspare solo normalità. Ma sì, all'italiana, dico io e Sabrina, con un gesto del viso annuisce.
Americano all'italiana lo capiamo al primo sorso cosa vuol dire. Carichi d'alcol da morirne. Ma tanto non devo guidare..... Sabrina ha mille sorrisi disegnati sul viso. E' per me inebriante.
E' giunto il momento di andare a pranzo/cena. Arriviamo a San Valentino Torio e si fa un' altra sosta. Vito scende dall'auto, entra in una pasticceria e ne esce con un vassoio pieno di, ancora non sappiamo cosa. Per ora almeno. Si parcheggia, si salgono le scale e siamo in casa di Luisa e Vito. Luisa fa gli onori di casa e ci mostra, con giusto orgoglio, la sua grande cucina. Altri aperitivi e questa magnifica e dolcissima scena. “Vito, prendi i bicchieri per lo champagne!” chiede con gentilezza Luisa. Vito apre il mobile ed inizia una accurata scelta dei bicchieri. “Ma dai Vito! Anche se non sono tutti uguali va bene lo stesso!” Dice Sabrina. “Eh no! Voi non la conoscete Luisa!” Alla fine Vito riesce a trovare tutti i bicchieri uguali. Brindiamo e passiamo in rassegna ed apprezziamo tutta una serie di stuzzichini che sarebbe troppo lungo elencare.



Arriva il momento di scoprire cosa ci ha preparato Luisa, in arte Elle la Vegolosa. Muffin di Tagliolini ai piselli prosciutto e cuore di provola. Sono uno spettacolo per gli occhi e per il palato. Veramente deliziosi. A seguire gnocchetti con ragù. Veramente speciali. E lo diciamo perché lo erano veramente. Luisa si dispera ed è un continuo scusarsi perché erano ancora freddi. Cara Luisa, se fossero stati cattivi mica ce li saremmo spazzolati con gusto! Si, erano tiepidi, ma veramente buonissimi.
Arriva il momento di assaggiare i piatti di Giusy, in arte Dida70.

Melanzane alla Parmigiana buonissime e delle speciali zucchine alla scapece. Ma che bello il mondo dei blogger! Si mangia in modo divino.
Una selezione di Formaggi di qualità eccelsa e poi iniziano i dolci. Sul tavolo arrivano dei cioccolatini. Luisa ci chiede di indovinarne il ripieno. Ma è formaggio!, Questo è al gorgonzola! Cioccolato e formaggio. Una bella invenzione. Decisamente particolare e gustosa. Luisa riesce sempre a scovare l'introvabile.
La Caprese di Giusy da Oscar, i biscotti delle feste Natalizie, il tutto accompagnato dal vino della vigna dei suoceri di Giusy.
Suona il campanello. Arrivano i Suoceri di Luisa e le Zie di Vito. Giusto per assaporare con noi il Limoncello ed il liquore al cioccolato fatti da Luisa, i babà presi da Vito ed i caffè che ci ha servito sempre Vito compiendo, praticamente, una maratona digestiva tra la cucina e la sala da pranzo per portare lo scuro nettare caldo a noi ed a tutti i suoi parenti.



Così conosciamo la famiglia di Vito ed io imparo che “na tazzulella e caffè!” non lo dirò mai come un Napoletano vero. Parola del padre di Vito.
Il pomeriggio si consuma tra chiacchiere di vario genere e la sera arriva. Sono quasi le sette e Giusy e famiglia ci devono abbandonare perchè anche loro hanno il giro parenti da concludere. Ci salutano e, assieme a Luisa ci riempiono di regali, uno più goloso e prezioso dell'altro.











Arriviamo a Salerno, Luisa è orgogliosa della sua città natale. Si illumina appena varchiamo le porte della città. E' radiosa, non si ferma un attimo. Sabrina glielo fa notare e lei sorride. Salerno ci accoglie con una lunghissima coda d'auto e Vito, alla guida, è sempre calmo e serafico. La sensazione che ci arriva è quella della calma, del “va tutto bene”.
Luisa ci racconta di quando era piccola, ci mostra il suo liceo e , orgogliosa, ci indica dove guardare per vedere lo spettacolo di luci che adornano la città. Arriviamo fino al parco dove ci sono installazioni luminose spettacolari.
Scendiamo dall'auto e andiamo a vedere da vicino lo spettacolo di luci. Fiori, fontane, statue di luce.








Una passeggiata per la città e, quando meno te lo aspetti conosciamo Goffredo, il Fratello di Luisa e sua moglie.
Siamo ben coperti ma l'aria frizzantina si fa sentire. Luisa vuole portarci a fare un giro in costiera ma a Vietri sul mare la strada è bloccata ed allora facciamo tappa alla gelateria preferita di Luisa e Vito. Locale che hanno frequentato da fidanzatini. Beata gioventù!
Luisa confabula con Vito e si decide che un dolcino alla pasticceria di Minori lo si deve fare.
Che pazienza che hai Vito! La strada per il passo è lunga ma ne vale la pena. Le luci, il panorama su Napoli è un altro spettacolo.
Così, come sono stati superlativi i dolci.
E' tardissimo. Torniamo all'albergo alle tre di notte. Siamo felici, entusiasti della giornata passata in compagnia di Luisa, Vito, Giusy Beppe e Manu. Di tutto il tempo che ci hanno dedicato, dei sapori e dei profumi che abbiamo assaporato. Delle chiacchiere, delle risate dei magnifici paesaggi e delle tante cose buone che Luisa e Vito ci hanno fatto scoprire e riscoprire.
Grazie a tutti. Grazie di cuore.
Allora era domani, oggi è già un giorno lontano.
Posto sul treno nemmeno a parlarne. Eventuali otto ore e mezzo su vagoni puzzolenti e sporchi, con bagni inaccettabili anche da uno scarafaggio. Un viaggio di notte con la paura di essere aggrediti, così come ci hanno raccontato alcune persone. Oppure quattro ore e mezzo così come pubblicizzano le Ferrovie Italiane, con quella linea rossa a prezzi proibitivi. La scelta obbligata sono le sei ore di macchina, ma con la possibilità di fermarsi quando si vuole e la libertà di decidere. Un solo vincolo. A Napoli si parcheggia la macchina e la si riprende solo per ritornare a casa.
Sveglia alle quattro! Sveglia alle cinque! Sveglia alle sei! Non ce la possiamo fare. Abbandonare le lenzuola è quasi un trauma ma la voglia di partire ci fa leva e, anche se con due ore di ritardo, in una mattinata buia e nuvolosa metto la freccia e svoltiamo verso l'autostrada. Ancora un altro sbadiglio e ci rimettiamo a dormire. “Amore, un caffè al bar o ci fermiamo in un autogrill dopo Firenze?” “Autogrill!” sussurra Sabrina in una lingua quasi incomprensibile, con una voce che ancora non ha abbandonato il letto.
Si capisce che è giorno solo perché aumenta la luce ma del sole nessuna traccia.
La strada è facile, sempre dritto fino al mattino, seconda stella a destra ecco il cammino, ecco Napoli. Il sud ci è entrato profondamente nel cuore. Città ribollenti di storia e di emozioni. Gente con una fiamma nel cuore che le alimenta la vita. I napoletani sono frenetici, molto più dei milanesi. Nel loro traffico caotico fatto di colpi di clacson, che scandiscono il tempo, che ti danno l'idea di cosa sia un' unità di misura, il nanosecondo. E' il tempo che passa da quando l'incandescenza della lampadina del verde viene percorsa dai primi atomi di corrente ed il colpo di clacson di chi ti sta dietro. Svelto, devi andare svelto. Non c'è tempo. Devi andare. Ma andare dove che è tutto fermo? Piano piano, lento lento ma si va. Napoli con i suoi ritmi, con la sua gente, chiedo scusa, con i Napoletani. Napoli con i suoi sorrisi, disegnati come il suo golfo. Napoletanità è un sentimento in cui convivono due anime, quelli che ti vogliono raccontare che Cristo è morto dal freddo e quelli che il Cristo lo riscaldano con tutto il loro cuore e se potessero anche di più. Napoli profuma di dolce. Napoli città generosa. Napoli dove quattro, ma proprio solo quattro fiocchi di neve ti fanno sentire all'interno della festa, dove tu sei l'attore principale. Napoli città di turisti pronti a farsi fregare per poi poterlo raccontare agli amici come una cosa bella, simpatica. Napoli è dove fatichi a riconoscere il vero dal “tarocco” e dove il falso è più vero del vero. Napoli è un mercato vicino alla chiesa di San Pietro d'Aran dove ci perdiamo a svuotare i banchi, dove le camicie da uomo firmate costano un euro e dove quelle di marca (?), da donna, costano cinquanta centesimi.
Un viaggio preparato, organizzato in meno di una settimana, in uno dei periodi in cui Napoli è stracolma. Venti alberghi chiamati e nessuno aveva posto. Il ventunesimo aveva una stanza libera ma andava pagato in anticipo tutto il soggiorno. Nessun problema. Pagato. Prenotato. Arrivati!








Il Sabato sfuma sistemando le valige in camera, affrontando i vicoli di San Gregorio Armeno immersi nella patria del Presepe, cercando la pizzeria consigliataci da Claudia e Jacopo e leggendo i messaggi di Luisa e di Giusy, che ci danno i ben arrivati e che ci confermano l'appuntamento per Domenica. Una Domenica tutta per loro, una Domenica tutti insieme per festeggiare l'incontro.Prima di trasformare il virtuale in reale, di sciogliere la magia dell'incontro, le emozioni si stringono nello stomaco. La colazione è leggera anche perché sappiamo che ci aspetta un lauto pranzo.
Piazza Garibaldi è il punto d'incontro. Loro sono Lì. Ci sono Vito, Luisa e Giusy che parlano e, tra loro, buona buona c'è seduta Nocciola. La prima sensazione è quella di averli conosciuti da sempre. Luisa con la sua gioia di vivere, Vito al suo fianco sempre pronto e presente, Giusy trasmette vitalità, serenità. Sono immersi nei loro discorsi e, come presentarsi cercando di superare la nostra timidezza?
Così ho deciso che avrei gridato il nome della persona. Piazza Garibaldi per un attimo si è zittita, quando ho gridato “Nocciola!!!”. Nocciola ha alzato di scatto la testa, ci ha puntato e, come se ci conoscesse da sempre ha iniziato a regalarci i suoi baci, poi un abbraccio a Luisa, uno a Giusy ed una forte stretta di mano a Vito.
“Ma non dovevano esserci anche tuo marito e tuo figlio? Sabrina chiede a Giusy. “Stanno cercando parcheggio..” ci informa Giusy e, pochi minuti dopo eccoli lì, Giuseppe e Manu. Manu si nasconde dietro il padre, ci guarda e ci scruta come per capire se di noi ci si può fidare. Proviamo un primo approccio ma nulla da fare, non è il momento giusto per fargli sentire il nostro calore.
Giusy e Luisa hanno lavorato fino a tardi per preparare il pranzo/cena, addirittura, dice Vito, Luisa ha lavorato fino alle quattro del mattino.
Scambiamo ancora un po' di chiacchiere e poi partiamo per l'aperitivo in un Bar Pasticceria di Nocera. Noi siamo in auto con Giusy e la sua bellissima famiglia, deviazione verso casa di Giusy per prendere le vettovaglie che ha preparato così ne approfittiamo per visitare la Magione ma, soprattutto per vedere tutte le macchinine e le moto di Manu. Il figlio di Giusy si scioglie e si fa rapire completamente dal fascino di Sabrina. Le racconta e le mostra tutto il parco auto e moto. I disegni e tutto quello che può. Sabrina ha colpito ancora. Non c'è maschietto che le resista ed io ne sono sempre più geloso.



Al bar tutti fanno i sobri mentre io e Sabrina ordiniamo due Americani. Il cameriere ci guarda e ci chiede se li vogliamo all'italiana. Guardo Sabrina, Luisa, Vito, Beppe e Giusy come per chiedere loro aiuto, che ci spiegassero cosa vuol dire all'Italiana, ma dai loro visi traspare solo normalità. Ma sì, all'italiana, dico io e Sabrina, con un gesto del viso annuisce.Americano all'italiana lo capiamo al primo sorso cosa vuol dire. Carichi d'alcol da morirne. Ma tanto non devo guidare..... Sabrina ha mille sorrisi disegnati sul viso. E' per me inebriante.
E' giunto il momento di andare a pranzo/cena. Arriviamo a San Valentino Torio e si fa un' altra sosta. Vito scende dall'auto, entra in una pasticceria e ne esce con un vassoio pieno di, ancora non sappiamo cosa. Per ora almeno. Si parcheggia, si salgono le scale e siamo in casa di Luisa e Vito. Luisa fa gli onori di casa e ci mostra, con giusto orgoglio, la sua grande cucina. Altri aperitivi e questa magnifica e dolcissima scena. “Vito, prendi i bicchieri per lo champagne!” chiede con gentilezza Luisa. Vito apre il mobile ed inizia una accurata scelta dei bicchieri. “Ma dai Vito! Anche se non sono tutti uguali va bene lo stesso!” Dice Sabrina. “Eh no! Voi non la conoscete Luisa!” Alla fine Vito riesce a trovare tutti i bicchieri uguali. Brindiamo e passiamo in rassegna ed apprezziamo tutta una serie di stuzzichini che sarebbe troppo lungo elencare.



Arriva il momento di scoprire cosa ci ha preparato Luisa, in arte Elle la Vegolosa. Muffin di Tagliolini ai piselli prosciutto e cuore di provola. Sono uno spettacolo per gli occhi e per il palato. Veramente deliziosi. A seguire gnocchetti con ragù. Veramente speciali. E lo diciamo perché lo erano veramente. Luisa si dispera ed è un continuo scusarsi perché erano ancora freddi. Cara Luisa, se fossero stati cattivi mica ce li saremmo spazzolati con gusto! Si, erano tiepidi, ma veramente buonissimi.Arriva il momento di assaggiare i piatti di Giusy, in arte Dida70.


Melanzane alla Parmigiana buonissime e delle speciali zucchine alla scapece. Ma che bello il mondo dei blogger! Si mangia in modo divino.Una selezione di Formaggi di qualità eccelsa e poi iniziano i dolci. Sul tavolo arrivano dei cioccolatini. Luisa ci chiede di indovinarne il ripieno. Ma è formaggio!, Questo è al gorgonzola! Cioccolato e formaggio. Una bella invenzione. Decisamente particolare e gustosa. Luisa riesce sempre a scovare l'introvabile.
La Caprese di Giusy da Oscar, i biscotti delle feste Natalizie, il tutto accompagnato dal vino della vigna dei suoceri di Giusy.Suona il campanello. Arrivano i Suoceri di Luisa e le Zie di Vito. Giusto per assaporare con noi il Limoncello ed il liquore al cioccolato fatti da Luisa, i babà presi da Vito ed i caffè che ci ha servito sempre Vito compiendo, praticamente, una maratona digestiva tra la cucina e la sala da pranzo per portare lo scuro nettare caldo a noi ed a tutti i suoi parenti.




Così conosciamo la famiglia di Vito ed io imparo che “na tazzulella e caffè!” non lo dirò mai come un Napoletano vero. Parola del padre di Vito.Il pomeriggio si consuma tra chiacchiere di vario genere e la sera arriva. Sono quasi le sette e Giusy e famiglia ci devono abbandonare perchè anche loro hanno il giro parenti da concludere. Ci salutano e, assieme a Luisa ci riempiono di regali, uno più goloso e prezioso dell'altro.











Arriviamo a Salerno, Luisa è orgogliosa della sua città natale. Si illumina appena varchiamo le porte della città. E' radiosa, non si ferma un attimo. Sabrina glielo fa notare e lei sorride. Salerno ci accoglie con una lunghissima coda d'auto e Vito, alla guida, è sempre calmo e serafico. La sensazione che ci arriva è quella della calma, del “va tutto bene”.Luisa ci racconta di quando era piccola, ci mostra il suo liceo e , orgogliosa, ci indica dove guardare per vedere lo spettacolo di luci che adornano la città. Arriviamo fino al parco dove ci sono installazioni luminose spettacolari.
Scendiamo dall'auto e andiamo a vedere da vicino lo spettacolo di luci. Fiori, fontane, statue di luce.









Una passeggiata per la città e, quando meno te lo aspetti conosciamo Goffredo, il Fratello di Luisa e sua moglie.Siamo ben coperti ma l'aria frizzantina si fa sentire. Luisa vuole portarci a fare un giro in costiera ma a Vietri sul mare la strada è bloccata ed allora facciamo tappa alla gelateria preferita di Luisa e Vito. Locale che hanno frequentato da fidanzatini. Beata gioventù!
Luisa confabula con Vito e si decide che un dolcino alla pasticceria di Minori lo si deve fare.
Che pazienza che hai Vito! La strada per il passo è lunga ma ne vale la pena. Le luci, il panorama su Napoli è un altro spettacolo.
Così, come sono stati superlativi i dolci.
E' tardissimo. Torniamo all'albergo alle tre di notte. Siamo felici, entusiasti della giornata passata in compagnia di Luisa, Vito, Giusy Beppe e Manu. Di tutto il tempo che ci hanno dedicato, dei sapori e dei profumi che abbiamo assaporato. Delle chiacchiere, delle risate dei magnifici paesaggi e delle tante cose buone che Luisa e Vito ci hanno fatto scoprire e riscoprire.
Grazie a tutti. Grazie di cuore.







Con una calda sensazione di familiarità, è iniziato così il nostro incontro.
Dentro un maglione invernale, tra un giro al mercato rionale ed il caffé del buongiorno, sospesi tra la vertigine dell'attesa e la bambagia dei primi abbracci.
Sotto la statua di Garibaldi, nel centro di Napoli. E' iniziato così il nostro incontro.
Nel gorgo di parole e di sorrisi. Luisa dagli occhi grandi e vivaci ed un'immensa voglia di parlare. Giusy dalla dolcezza che le si appiccica tra le labbra ed i gesti. Ed i loro mariti, Vito e Peppe, a suggellare quest'armonia che si è instaurata.
Luca mi è accanto e lo conosco a memoria. La sua mano mi cerca continuamente, a ripetere carezze. La sua bocca come un frutto maturo, da cogliere ogni tanto con il bacio delle mie labbra.
E' una domenica da cartolina. Abbiamo festeggiato, brindato, pranzato. Abbiamo sconfinato fino a Salerno. Abbiamo passato la notte in Costiera. Ci siamo raccontati a frammenti, a fiumi, tra il salone, la cucina e la tavola imbandita della casa di Luisa.
Le parole corrono in libertà, accarezzando gli argomenti più disparati, i sorrisi si tingono di complicità. Gli occhi si riducono a fessure dal tanto ridere. Il caldo mi avvolge oltre la finestra di questo attimo.
Quella grande tavola nel salone è un girotondo di visi, di flash e di movimento. E' bello stare così vicini, con Emanuele che guarda i cartoni sul satellite e Nocciola che scodinzola felice. Il cibo è squisito, una sfilata di portate cucinate da Luisa e da Giusy, senza uno schermo virtuale che impedisca alla forchetta di seguire il proprio istinto.
Vivo sempre in profondità i momenti e le persone ed al tempo stesso ho anche bisogno del conforto della pelle, di quelle sensazioni che aprono fessure di percezione, che riesco per un attimo a sentire il dentro. Luisa e Giusy sono due splendide persone, ci hanno toccato il cuore in qualche modo, in più di un modo. Sarà stato per la loro semplicità, per la loro trasparenza, per il loro calore. Per una questione di pelle e per una questione di sensibilità. Queste poche righe sono un modo per ringraziarle per quella domenica speciale, da cartolina.
Sotto la statua di Garibaldi, nel centro di Napoli. E' iniziato così il nostro incontro.
Nel gorgo di parole e di sorrisi. Luisa dagli occhi grandi e vivaci ed un'immensa voglia di parlare. Giusy dalla dolcezza che le si appiccica tra le labbra ed i gesti. Ed i loro mariti, Vito e Peppe, a suggellare quest'armonia che si è instaurata.
Luca mi è accanto e lo conosco a memoria. La sua mano mi cerca continuamente, a ripetere carezze. La sua bocca come un frutto maturo, da cogliere ogni tanto con il bacio delle mie labbra.
E' una domenica da cartolina. Abbiamo festeggiato, brindato, pranzato. Abbiamo sconfinato fino a Salerno. Abbiamo passato la notte in Costiera. Ci siamo raccontati a frammenti, a fiumi, tra il salone, la cucina e la tavola imbandita della casa di Luisa.
Le parole corrono in libertà, accarezzando gli argomenti più disparati, i sorrisi si tingono di complicità. Gli occhi si riducono a fessure dal tanto ridere. Il caldo mi avvolge oltre la finestra di questo attimo.
Quella grande tavola nel salone è un girotondo di visi, di flash e di movimento. E' bello stare così vicini, con Emanuele che guarda i cartoni sul satellite e Nocciola che scodinzola felice. Il cibo è squisito, una sfilata di portate cucinate da Luisa e da Giusy, senza uno schermo virtuale che impedisca alla forchetta di seguire il proprio istinto.
Vivo sempre in profondità i momenti e le persone ed al tempo stesso ho anche bisogno del conforto della pelle, di quelle sensazioni che aprono fessure di percezione, che riesco per un attimo a sentire il dentro. Luisa e Giusy sono due splendide persone, ci hanno toccato il cuore in qualche modo, in più di un modo. Sarà stato per la loro semplicità, per la loro trasparenza, per il loro calore. Per una questione di pelle e per una questione di sensibilità. Queste poche righe sono un modo per ringraziarle per quella domenica speciale, da cartolina.

Ingredienti:
1/2 carota
1 costa di sedano
1 cipolla piccola
prezzemolo
2 spicchi d'aglio
1/2 bicchiere di Brandy
1/2 bicchiere di brodo vegetale
80 gr di gorgonzola
250 gr di broccoli
100 gr di gamberetti sgusciati
olio extravergine d'oliva
180 gr di pasta
1/2 carota
1 costa di sedano
1 cipolla piccola
prezzemolo
2 spicchi d'aglio
1/2 bicchiere di Brandy
1/2 bicchiere di brodo vegetale
80 gr di gorgonzola
250 gr di broccoli
100 gr di gamberetti sgusciati
olio extravergine d'oliva
180 gr di pasta
Tritiamo la carota, il sedano e la cipolla finemente e poniamo in una casseruola a rosolare insieme ad un filo d'olio extravergine d'oliva nel quale avremo scaldato i due spicchi d'aglio leggermente schiacciati. Quando il trito sarà appassito, uniamo i broccoli e lasciamo rosolare per qualche minuto. Aggiungiamo i gamberetti, mescoliamo il tutto e sfumiamo con il Brandy. Quando quest'ultimo sarà evaporato, aggiungiamo mezzo bicchiere di brodo vegetale. Lasciamo cuocere per qualche minuto, fino a quando il liquido si sarà parzialmente assorbito. Aggiungiamo una bella spolverata di prezzemolo. Facciamo mantecare il sughetto con il gorgonzola tagliato a pezzettini. Amalgamiamo il tutto e dentro questo condimento verseremo la pasta appena scolata. Un primo piatto ricco di sapori, ottimo. Il sapore della paprika si sposa benissimo con gli altri ingredienti e il Re Gorgonzola ancora una volta ha impreziosito un piatto semplice, ma speciale. Questo formato di pasta è un dono di Elle! Grazie ancora e ci auguriamo che questi cuernicell rossi ci portino tanta fortuna!



Ingredients:
1/2 carrot finely chopped
1 little size onion finely chopped
1 celery stalk finely chopped
1 bunch broccoli floret
1 cup chopped parsley
80 g gorgonzola cheese
2 cloves garlic
extravirgin olive oil
1/2 glass vegetable stock
1/2 glass Brandy
100 g shrimp, peeled and deveined
180 g pasta
1/2 carrot finely chopped
1 little size onion finely chopped
1 celery stalk finely chopped
1 bunch broccoli floret
1 cup chopped parsley
80 g gorgonzola cheese
2 cloves garlic
extravirgin olive oil
1/2 glass vegetable stock
1/2 glass Brandy
100 g shrimp, peeled and deveined
180 g pasta

Cook pasta in a large pot of boiling salted water until al dente. Meanwhile, in a saucepan over medium heat, heat extravirgin olive oil and garlic. Add onion, carrot and celery. Cook for a few minutes or until golden brown. Cut broccoli into small pieces. Add broccoli and shrimp and saute for about 5 minutes, until shrimp are pink. Pour Brandy and then vegetable stock. Simmer, stirring until thickened. Cut gorgonzola cheese into small pieces and add them to the sauce. Melt gorgonzola and remove from heat. Add pasta and toss to coat it. Toss until well mixed. Complete pouring parsley over top.





























































































































































































































